L'assunzione di cibo si basa su una complessa elaborazione cerebrale che parte da alcune informazioni fornite dall'ambiente.
Il processo d'assunzione del cibo si determina e si arresta a seguito d'alcuni feedback che intercorrono tra ghiandole, stomaco e intestino: questo meccanismo permette di regolare il senso di sazietà.
Se questo processo si svolge in maniera regolare, l'assunzione di cibo oltre una certa soglia inibirà l'assunzione d'ulteriore cibo portando al senso di sazietà.
I segnali che permettono di regolare il senso di sazietà sono molteplici e vengono prodotti in ogni fase della digestione del cibo, sin dall'ingerimento, e vengono elaborati dal cervello in due aree dedicate situate all'interno dell'ipotalamo e denominate centro della fame e centro della sazietà.
La conseguenza di non poter regolare il senso di sazietà è la quasi certa obesità, perché diventa impossibile modulare il senso di fame.
Sono diverse le sostanze attive che bisogna prendere in considerazione quando si cerca di regolare efficacemente il senso di sazietà: oltre all'istamina e alla dopamina una delle più importanti è sicuramente la serotonina, una sostanza strettamente correlata al senso di benessere.
Con bassi livelli di serotonina si determina un forte stimolo all'assunzione di carboidrati e grassi e quindi un'evidente incapacità di ridurre il senso di fame.
Sono quindi innumerevoli le connessioni provenienti dall'esterno che colpiscono il nostro sistema cerebrale e che influenzano il modo in cui cerchiamo di regolare il nostro senso di sazietà.
Dott. Paolo Accornero - nutrizione, dimagrimento e controllo dell'appetito - Via Saffi 7, Milano - tel. 02-480.00.454
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