COENZIMA Q10 (CoQ10) per un rendimento fisico ottimale

E’ presente in tutte le cellule umane e partecipa al processo di fornire l’energia necessaria, in particolare l’ATP (l’adenosina trifosfato).

L’ATP va continuamente rigenerato in quanto le scorte presenti nel nostro organismo soddisfano il fabbisogno di circa 10 minuti di sforzo fisico intenso.

Se l’organismo possiede quantità inadeguate di CoQ10 nel proprio sistema, non riuscirà a produrre ATP sufficiente per un rendimento fisico ottimale e la prestazione ne risentirà.

Non solo il CoQ10 è fondamentale nella produzione di energia ma gioca un ruolo chiave nel metabolismo del grasso. Stimolare il metabolismo può avere un effetti positivi nel perdere peso e nel bruciare i grassi. Il CoQ10 è inoltre un potente antiossidante che aiuta a distruggere i radicali liberi.

La carenza di CoQ10 spesso è correlata a problemi cardiaci anche se in un cuore sano i valori di CoQ10 sono quasi sempre nella norma.

Se avete superato i 30 anni è probabile che i livelli di CoQ10 stiano già diminuendo. Anche se il CoQ10 è presente in ogni cellula fin dalla nascita, la diminuzione dei suoi livelli con l’età può essere correlato al deterioramento del sistema immunitario e alla predisposizione a malattie cardiache.

Visti i benefici di questo coenzima e gli aspetti negativi dovuti alla sua diminuzione bisogna assumere CoQ10 giornalmente. Il CoQ10 va assunto insieme a grassi essendo esso lipofilo e il suo migliore assorbimento si avrà se assunto sotto forma di capsula morbida. Le dosi raccomandate sono in genere tra i 30 e i 100 mg al di. In caso di malattie cardiache le dosi possono essere aumentate a discrezione del medico.

Importante: le statine che abbassano il colesterolo sono tra i farmaci più prescritti al mondo. Alcuni medici ritengono che questa classe di farmaci inibisca la produzione di CoQ10. Nel caso in cui foste tra i pazienti che utilizzano questa classe di farmaci sarebbe il caso di parlare con il vostro medico curante circa la possibilità di integrare con CoQ10.

 

 

Law of Thermodynamics
The first Law of Thermodynamics tell us that obesity results from an imbalance between energy expenditure and energy intake. Energy expenditure can be divided into three major components. The largest of these is the ”resting” energy expenditure, followed quantitatively by physical activity and the thermic effect of food. Energy expenditure is most strongly associated with fat free body mass. A low rate of basal energy expenditure predicts future weight gain in some studies. The metabolic mixture oxidized by the body is related to the tipes of food eaten, to the adaptive capacity of the body and to the rate of energy expenditure. To maintain energy balance requires that the mix of fuel eaten be oxidized. The capacity for storage of carbohydrate as glycogen is very limited and the capacity to store protein is also restricted. Only the fat stores can readily expand to accomodate increasing levels of energy intake above those required for daily energy needs. Several studies now show that a high rate of carbohydrate oxidation predicts future weight gain or regain after weight loss. One explanation for this is that, when carbohydrate oxidation is higher than the intake of carbohydrate, the body needs carbohydrate to replace the limited stores because it cannot convert fatty acids to carbohydrate equivalents mobilizes protein stores. Obese individualsa who have lost weight are less effective in increasing fat oxidation in the presence of a fat high diet than normak weight individuals. Thus, dealing with control of fat oxidation and total oxidation may be one approach to obesity.

The energy expended in physical activity is directly related to body weight. Physical activity gradually declines with age, and maintainig a regular exercise program is difficult for many people, particularly as they get older.

The thermic effect of food is the third component of energy expenditure. After indigesting food, there is a rise in energy expenditure which is about 10% of the day’s energy expenditure. The simpathetic nervous system controls part of this process. The control of ympathetic activity and its noradregenic output offers a possible strategy for treating obesity by raising energy expenditure. The thermic effect of food is blunted when insulina resistance is high.

( G. A. Brady, An Atlas of Obesity and Weight Control)