Stanchezza e cattiva alimentazione: come ritrovare l’energia
Il Dott. Paolo Accornero spiega il legame tra cibo e livelli di energia quotidiana.
Come l’alimentazione Influisce su stanchezza ed energia
Capita a molti: ci si sveglia già stanchi, e la giornata diventa una corsa a inseguire energie che sembrano non arrivare mai. Un paziente di 40 anni, manager e padre di famiglia, sportivo e in salute secondo gli esami del sangue, si è rivolto a me con questo problema: una stanchezza persistente che lo accompagnava dal mattino fino alla sera.
La soluzione? Non farmaci né integratori miracolosi, ma un’attenta revisione del suo stile di vita e dell’alimentazione quotidiana.
Perché ci si sente stanchi anche con esami perfetti
Molte persone pensano che la stanchezza dipenda solo da stress o malattie. In realtà, anche con analisi del sangue nella norma, abitudini scorrette possono compromettere l’energia quotidiana.
Nel caso di questo paziente:
- Sonno disturbato → andava a letto tardi e dormiva male.
- Alimentazione squilibrata → colazione con cappuccino e brioche, pranzo veloce con panino, cena abbondante e disordinata.
Un mix che portava a continui cali glicemici, picchi di cortisolo e scarsa qualità del riposo.
Colazione: il primo passo verso più energia
Una colazione solo a base di zuccheri (brioche, cappuccino, spremuta) provoca un rapido picco glicemico, seguito da un crollo che lascia stanchi e affamati dopo poche ore.
Abbiamo quindi rivoluzionato la sua colazione inserendo:
- Proteine (uova, yogurt greco, ricotta o legumi).
- Carboidrati integrali (pane di segale, fiocchi d’avena).
- Grassi buoni (olio extravergine, frutta secca).
Risultato: energia più stabile durante la mattinata, senza “crolli” improvvisi.
Il ruolo del pranzo e della merenda
A pranzo il panino non bastava. Lo abbiamo sostituito con un pasto completo:
- una fonte proteica (pesce, carne bianca, legumi),
- carboidrati complessi (riso integrale, farro, pasta di grano duro),
- verdure con olio extravergine.
Fondamentale anche la merenda pomeridiana, spesso dimenticata: frutta fresca, frutta secca o uno yogurt, per mantenere il metabolismo attivo e arrivare a cena senza fame eccessiva.
Cena leggera e digiuno notturno
Alla sera abbiamo puntato su un pasto leggero, facilmente digeribile, per non disturbare il sonno.
In più, abbiamo introdotto una regola semplice ma potente: almeno 12 ore di digiuno tra cena e colazione.
Questo permette all’intestino di “riposare”, riduce l’infiammazione e abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Sonno: l’orologio biologico conta
Il corpo segue un orologio interno che regola ormoni ed energia. Abbiamo stabilito orari regolari:
- andare a letto entro le 22:30–23:00,
- sveglia alle 7:00,
- niente cene abbondanti o alcolici serali.
Con un ritmo stabile, la qualità del sonno è migliorata e il cortisolo mattutino si è abbassato, favorendo un risveglio più riposato.
I risultati
Dopo due mesi di cambiamenti progressivi:
- il paziente si sente finalmente energico al mattino,
- non ha più cali improvvisi durante la giornata,
- ha dichiarato di voler mantenere questo stile alimentare per sempre, concedendosi solo qualche sfizio una volta alla settimana.
La stanchezza cronica non sempre nasconde patologie complesse: spesso è il frutto di cattive abitudini alimentari e di sonno.
Correggere colazione, pranzo, cena e orari di riposo può trasformare radicalmente la qualità della vita.
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